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Terni horror fest

About: in a quiet place

 

[voto: 2.0/10]

[sì, ci sono spoiler ma almeno risparmiate 5 euro]

Votazioni web in data 9 aprile 2018 di questo film: 8,2/10 su imdb, 4/5 su coming soon, 3,5/ 5 su mymovies 97% su rotten tomatoes.

Siete tutti impazziti o cosa?

Ricominciamo da capo, ragazzi. Prima regola di un film horror: CREDIBILITÀ.

Il che non vuol dire appiccicarci la scritta “tratto da una storia vera” come fa Scott Derrickson e altri che hanno imparato il trucchetto, vuol dire costruire una trama e una struttura che siano plausibili accettando i “what if” premessi dell’autore.

Allora, mettiamo il caso che, sulla Terra ci sia stata un’invasione di pseudoragnoni (alieni? il film non spiega) che sono ciechi ma hanno un udito raffinatissimo per cui individuano le vittime al primo rumore che fanno quindi per non attirarli occorre stare in completo silenzio senza fare alcun rumore, voi che fareste?

Se avete qualche cellulina grigia che funziona vi chiuderete in una camera insonorizzandola il più possibile e limitereste al massimo le uscite all’aperto solo quando è indispensabile, giusto?

Bene, qui i protagonisti decidono di andare a vivere in campagna con tanto di attrezzi e giochi lasciati a cigolare vicino le case. Per la serie: “ve la meritate l’estinzione!

Che poi per non far rumore la cosa migliore è camminare a piedi nudi in campagna la cosa è quantomeno opinabile, visto che non sta scritto da nessuna parte che i piedi nudi facciano meno rumore di una suola di gomma. E poi pensateci un attimo… camminare a piedi nudi in campagna… roba che dovevate sperare che le bestemmie tirate giù per ogni ferita fossero miracolosamente insonorizzate dall’altissimo altrimenti lo pseudoragno vi si pappava in un sol boccone voi e la vostra blasfemia.

E qui veniamo all’umorismo involontario del film quando Emily Blunt (che evidentemente non ha potuto dire di no al film visto che il marito John Krasinski è regista e protagonista… e diciamo che per uno che non aveva mai neanche recitato in un film horror in vita sua il passo è stato decisamente più lungo della gamba…. anche di quella degli pseudoragnoni) si infilza un piede con un chiodo sporgente (scena ampiamente telefonata venti minuti prima dal regista) e tappandosi la bocca va a piangere in separata sede. Fosse stato italiano il regista potevamo supporre un omaggio a Fantozzi e Filini in campeggio, ma essendo americano neanche questo può essergli concesso come attenuante.

Se poi durante il primo anno e mezzo di invasione degli pseudoragnoni (indistruttibili, invincibili e che squartano i muri a morsi oltre ad avere l’orecchio di Mozart) vi capita di mettere incinta vostra moglie (e questo ci può stare visto che la tv non la potete accendere) cosa fate? Le state vicino e cercate di aiutarla nei dieci giorni precedenti al parto o partite per una gita con vostro figlio a fargli conoscere il fatto che vicino alla cascata che fa rumore si può anche urlare perché il suono della cascata copre l’urlo? La seconda? Ah ecco, dato che non potete più divorziare quindi cercate di risolvere il problema alla radice, geniale.

E tralasciando una marea di ridicolaggini e incongruenze (il primo parto di un neonato che invece di piangere filosofeggia in silenzio, il materasso che assorbe ogni frequenza sonora… basta metterlo su un entrata di una camera che non si sente più nulla dall’interno, il granturco che a momenti ci sprofondi dentro a seconda di come serve alla sceneggiatura… il bambino affonda, la bambina no, poi è il contrario, poi non affonda nessuno dei due e neanche lo pseudoragnone che pesa due tonnellate e infine tutti ci camminano sopra come fosse una strada romana), arriviamo al finale dove, pensate un po’, si scopre che se il mostro ha un udito che sente anche il peto di un orsetto lavatore a due chilometri di distanza forse qualche frequenza sonora particolarmente fastidiosa può dargli dei fastidi. Minchia che genialità signor Krasinski, e ci sono voluti cinquecento giorni di invasione in cui nessuno nel mondo se n’era reso conto? E poi non ti viene il sospetto che se vicino la cascata puoi fare tutto il casino che vuoi perché il rumore copre tutto forse la soluzione non era stare in completo silenzio per far sentire i peti dell’orsetto lavatore ma sparare a palla gli Iron Maiden 24 ore al giorno?

Ah ok, costava troppo la colonna sonora… ma per tutti gli Alien della galassia, non diciamo un consulente scientifico, che è roba che ormai usano solo Nolan e Spielberg, ma un fottutissimo nerd che vi dicesse “guardate che ‘sta roba non funziona” non ve lo potevate permettere?

E comunque il colpo di scena finale del film deve ancora venire, perché dopo aver scoperto il suono risolutivo (no, non può essere un omaggio a Mars Attack, quello di Tim Burton era realismo verghiano al confronto) si scopre che lo pseudoragno ultraforte, ultrapotente, ultrainvincibile viene abbattuto con un banale Remington. E allora, sinceramente come cavolo fai a conquistare la terra se vai giù alla prima fucilata? E soprattutto in oltre un anno di invasione nessuno vi ha mai sparato? Ma è la terra o il pianeta Gandhi?

Ma forse siamo noi che siamo troppo critici e pretendiamo troppo… però poi non chiedetevi perché il cinema è in crisi… non bastano gli effetti speciali, le dive e la promozione per sostituire una sceneggiatura credibile.

J. Mnemonic

In collaborazione con...

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