HALLOWEEN: LA VERITÀ SULLE ORIGINI.

Scritto il 16 Ottobre nel notizie

 

L’altra sera festeggiavamo i 1000 followers su Instagram da un amico. Mentre ci stavamo gustando un’ottima cena, suo figlio dice: “Il mio maestro di religione dice che Halloween è brutto, perché sa come è nato”. Io non so chi sia il maestro del suddetto. Ma so che è un caprone (per restare in tema “festa di Satana”) ignorante.

Come nasce dunque la festa di Halloween? Era il capodanno dei celti. L’anno finiva con la fine dell’estate, e Samhain altro non era che la festa per la fine del raccolto e per l’inizio dell’inverno, stagione in cui ci si poteva dedicare ai propri interessi invece che al lavoro nei campi. Certo, l’inverno è oggi, come allora, anche la stagione morta. Tale passaggio era infatti per i Celti allegoria del ciclo di vita e morte: credevano che durante questa notte il velo tra il nostro mondo e quello degli spiriti si dipanasse. Questa era però un’occasione d’oro per comunicare coi morti e ricevere consigli e predizioni. I festeggiamenti duravano molti giorni ed era uso comune imbastire grandi banchetti, lasciando sempre abbondanti porzioni per far piacere agli spiriti.

 

I grandi falò erano in onore del Sole, un’usanza propiziatoria per ricordare la sua luce (sempre più flebile fino al solstizio d’inverno) e rischiarare le tenebre. Anche il travestirsi è di origine celtica: per contrastare gli spiriti maligni, spaventandoli o confondendosi con essi, si indossavano maschere mostruose e pelli di animali. Nel medioevo i costumi hanno preso altre forme: quelle dei fantasmi e dei demoni.

 

I bambini e gli adulti poveri si travestivano ed offrivano buffonate, canzoni o preghiere in cambio di cibo e bevande. Questa tradizione si chiamava souling e chi la praticava veniva definito souler. Per assurdo, anche se pensando a trick or treat ci viene in mente l’America, questa pratica non venne ‘esportata’ negli USA insieme alle altre tradizioni e riemerse solo negli anni ’20 del 1900“. Altri modi per scacciare le presenze malvagie erano gli amuleti: il manico di scopa, il gatto, le campane e il ferro di cavallo.

 

Come come? Ah, sì, vi sento, voi laggiù. “I celti non stavano in Italia, Halloween non è una festa italiana, distrugge le nostre tradizioni!”. Volete aggiungere un “BUONGIORNISSIMO! KAFFEEEEE?!?!?!”? In Italia si contavano numerosi insediamenti celtici, soprattutto in Valle d’Aosta, Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Marche. Infatti, tutti i toponimi che finiscono in -viso, -igo, -uno, -ate, derivano da insediamenti celtici così radicati da lasciare il segno nei nomi delle località odierne.

Anche la festa di Halloween era tanto comune e radicata da avere un nome italiano: la notte delle lumere, in Sicilia e in Lombardia; Su Mortu Mortu e Animeddas in Sardegna. E ci sono testimonianze di migliaia di usanze secolari per la “Notte delle Streghe” nel nostro Paese, dal Coccalu di muortu in Calabria alla filastrocca “damm l’anma i mort, ca snnò t sfasc la porta” di Foggia. In Veneto c’è l’usanza di mettere candele all’interno di zucche intagliate a rappresentare la morte e la resurrezione. A Bormio, in Lombardia, al posto della candela si mette del vino nella zucca. In Piemonte si aggiunge un posto a tavola per gli spiriti. I bambini in Liguria ricevono il Ben dei Morti (un dolcetto). In Umbria, Marche, Lombardia e Veneto si fa il Pane dei Morti.

Non siete ancora convinti? Allora torniamo indietro nel tempo, all’antica Roma. Ci sono ben due probabili radici di Halloween: la festa della dea Pomona -divinità legata ai semi e alla frutta- e i Parentalia, la festa dei morti. Ma gli antichi romani credevano che gli spiriti circolassero tra loro nel periodo tra il 13 e il 21 febbraio.

L’unica cosa che si potrebbe ritenere un’americanata è il nome: All Hallow’eve’ (notte di tutti gli spiriti sacri) era inizialmente tutt’altra cosa, una festa esportata in America dopo una gravissima carestia dell’800; era celebrata in alcuni posti addirittura in primavera. Tuttavia, “la parola Halloween è originata tra il 1600 ed il 1700 in Scozia”. Inoltre, per conferma al fatto che fossero inizialmente due feste diverse, “la Chiesa adottò questa festa nell’anno 1000, quando Papa Bonifacio IV spostò la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1° novembre per facilitare la conversione dei pagani”. Ed è proprio il nome che crea confusione: nei primi del ‘900 in Italia Halloween era ancora festeggiato con gli antichi rituali pagani, ma aveva un nome diverso per ogni regione.

Tirando le somme: Halloween è non solo europea, ma italianissima. Non è una festa in onore di Satana, ma in onore dei defunti e del ciclo della vita. Si beve, si mangia, si sta in compagnia e ci si diverte. Si mangiano solitamente prodotti tipici di ogni località. Quindi quando qualcuno prova a rifilarvi la solita tiritera, diffidate: di solito ha in bocca un hamburger di McDonald’s, in mano una Coca Cola, ai piedi delle Nike, e festeggia il Natale addobbando l’albero (e ho parlato anche di questo). Però deve rompervi i cosiddetti, perché oltre che ignorante, solitamente è un grande ipocrita.

 

Ilaria Alleva

 

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