Come scrivere un racconto horror per vincere un concorso letterario

Consigli di una giurata

Da due anni faccio parte della giuria del Terni Narni Horror Fest e ogni anno noto alcuni errori ricorrenti. Se partecipi a un concorso horror, queste osservazioni possono fare la differenza. Ecco quindi qualche consiglio per gli autori che parteciperanno all’edizione 2026. Per alcuni di voi saranno indicazioni ovvie: prendete ciò che vi risuona di più e scartate il resto. Quello che ho notato più spesso è che un testo efficace deve trovare un equilibrio tra espressione orrorifica, forma corretta e potenza narrativa. Se uno dei tre aspetti manca, gli altri non bastano a reggere l’intero racconto. Per questo mi soffermerò su ciascuno di questi campi, con particolare attenzione ai consigli specifici per storie dell’orrore.

Consigli specifici su storie dell’orrore

Ci sono moltissimi approcci diversi all’orrore e, quando si tratta di paura, i gusti dei singoli giudici possono variare parecchio. Qui vi darò miei consigli, senza dare per scontato che rappresentino l’intera giuria. L’obiettivo è fornirvi strumenti utili e, magari, ispirazione.

Conosci il tuo orrore

L’orrore è un genere primordiale: danza tra sentimenti viscerali e sogni surreali, tra comico- grottesco e raffinata sofisticatezza. Tutte queste espressioni sono valide e trovano posto nel concorso. Tuttavia, dovete scegliere la vostra e farla emergere chiaramente. Le ibridazioni sono benvenute, a patto che siano consapevoli e abbiano senso nella storia.

Lavorare sul testo

Prima di tutto, conosci la tua storia. Avere una bella idea è un buon punto di partenza, ma non basta. Prendi carta e penna, o un tablet, e fai un brainstorming. La storia è fatta di decine di frasi, non di una sola, e tutte devono funzionare insieme. Non è solo una questione di forma.

Il mostro

Mi piace partire dai mostri quando si parla di storie orrorifiche, perché, metaforici o meno, sono il fulcro del terrore, così come la fonte di meraviglia lo è nel fantastico. Conoscere la ragione del terrore rende la storia credibile e coerente con il genere: nella giuria, a questo aspetto diamo grande peso. Un riferimento utile per capire questa dinamica è la sezione dedicata di Save the Cat! Writes a Novel. Il manuale offre basi semplici ma solide, utili anche ad autori esperti per evitare di perdersi nei propri incubi narrativi. La struttura di una storia del terrore secondo Save the Cat! Writes a Novel è elementare: qualcuno commette un errore o un passo falso (il “peccato”), che risveglia un mostro; il mostro rappresenta metaforicamente quell’errore e la storia racconta il viaggio per sistemare le cose, per sé o per gli altri. Il finale non deve essere necessariamente vittorioso, ma può essere catartico. Prendetela come un archetipo, un piccolo schema di riferimento che vi aiuterà a tenere la rotta.

Errori narrativi più comuni

Qui mi soffermerò sugli errori più ricorrenti in questa edizione, in modo da riconoscerli ed evitarli.
Errori in campo narrativo
Struttura instabile – Alcune storie sembravano scritte senza un vero lavoro strutturale. Non tutti amano creare scalette — ognuno ha la sua scuola di pensiero — ma in fase di revisione è fondamentale verificare che la struttura sia solida e, se necessario, rinforzarla. Molti racconti, invece, erano disseminati di buchi narrativi e situazioni gratuite.
Il “deus ex machina” – In diversi testi sono comparsi elementi introdotti unicamente per forzare un colpo di scena, senza alcun collegamento logico con il resto della trama. Scelte che, in fase di scrittura, possono sembrare esaltanti, ma che alla lettura generano frustrazione, lasciando l’impressione di una storia “schizofrenica” e disomogenea.
L’infodump – Interi paragrafi carichi di informazioni che, nella mente dell’autore, creano atmosfera, ma che nella pratica non hanno alcuna utilità per la storia. Ho trovato più racconti zeppi di riferimenti colti, elenchi di libri e autori amati dai personaggi, inseriti come tentativo di “elevare” il testo. In realtà, queste aggiunte rallentano il ritmo e distraggono dal cuore della narrazione.
Errori di tipo grammatica e forma
• Punteggiatura – È stato il punto più dolente. Gli errori più comuni riguardavano virgole, puntini di sospensione e uso delle virgolette nel discorso diretto. In più di un testo, il punto e virgola è stato impiegato in modo eccessivo e immotivato.
• Periodi interminabili – Ho trovato frasi senza punto né virgola lunghe anche mezza cartella. Il flusso di coscienza è una tecnica complessa, che richiede grande esperienza per risultare leggibile. In assenza di questa consapevolezza, è meglio evitarla.

Perché la forma conta

Un racconto orrorifico potente unisce forma corretta e impatto narrativo. Anche pochi giorni di studio delle norme editoriali possono trasformare un testo trascurato in un’opera che regge la competizione.

Conclusione

È stato bellissimo vedere tanta partecipazione. Ogni autore può essere orgoglioso di aver contribuito a un genere che in Italia merita più spazio. Abbiamo già conosciuto i finalisti, ma il podio e il Premio della Critica saranno svelati solo a novembre. Fino ad allora, restate sintonizzati… e pronti al prossimo brivido.

 

di Alessandra Mazzilli

 

Chi sono
Alessandra Mazzilli è autrice di storie fantasy-weird e horror, oltre che illustratrice. Appassionata di narratologia e critica letteraria, unisce la passione per il genere horror a una cura meticolosa per la costruzione narrativa. Quando non scrive o disegna, ama esplorare il folclore e i simboli nascosti dietro le storie. Se vuoi sbirciare dietro le quinte del mio lavoro, mi trovi su Instagram come @biancaneva_ale .

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